Israelim – Ritratti e fatti quotidiani di gente comune

Gli Israeliani sono … Quante volte noi stessi commentiamo il comportamento di questo o quell’israeliano, che poi forse è solo un oleh solo da più tempo di noi, attribuendo all’intera nazione difetti e virtù che abbiamo sperimentato nella nostra esperienza diretta? Di seguito vogliamo riportarvi una serie di situazioni, a volte buffe, positive, a volte meno simpatiche o semplicemente inusuali per l’oleh hadash italiano. E vedrete che Israele è un Paese non solo bello ma anche vario. 

(Per gentile concessione) dal blog di Angela Polacco Lazar:

E’ noto il fatto che gli israeliani non siano persone indifferenti . Provate a fermarvi per leggere una cartina o a guardarvi intorno, oppure nel caso di una distorsione e di altro incidente, sicuramente qualcuno o piu’ persone si avvicineranno per dire la loro e dare una mano.
Si dice : ” lo sai perche’ due israeliani non fanno l’amore in mezzo alla strada ? Perche’ ci sara’ senz’altro un terzo che dara’ consiglio come fare!”

Oggi al supermercato ho comprato due bottiglie di olio d’oliva di una delle marche che uso solitamente. Alla cassa , arrivato il mio turno , la cassiera prende le due bottiglie e mi dice : “perche’ hai preso queste? ” e, mostrandomi le offerte alla Cassa :”queste altre hanno un’offerta maggiore , risparmierai altri 5 nis a bottiglia. ”
Succede sempre alla cassa del supermercato che la cassiera ( che non ti conosce affatto) dia consigli, avverta che lo stesso prodotto di un’altra marca costa di meno, oppure chieda la ricetta su un prodotto con cui non saprebbe che piatto preparare, a nulla le importa della fila che aspetta e brontola, e si sa che gli israeliani vanno sempre di fretta.
Acconsento al cambio delle bottiglie, anche perche’ gia’ le aveva tolte dal nastro, in fondo sempre olio vergine d’oliva israeliano noto, e lei : “comprane 6 , ti conviene!”
Intanto le 5 o 6 persone che erano dietro di me si godevano la scena, perche’ la cassiera era anche molto curiosa del fatto che avessi sul nastro anche 6 bottiglie di vino di vario tipo, su un paio di vino bianco del Golan mi dice: “aspetta domenica perche’ costeranno di meno.”
Alla fine ho comprato 6 bottiglie d’olio ma non ho rinunciato al vino bianco che mi serve adesso e non domenica, e ridevo al pensiero della “cassiera di Eretz Nehedetet” (programma stirico in TV – n.d.r.)…questa le fa un baffo !

Avendo acquistato una Fiat, la cui concessionaria era solo a Tel Aviv, munita di cartina stradale di Tel Aviv per avere un’idea di come tornare a casa, senza perdermi, cominciai a studiare la mappa sull’autobus che dal centro di Gerusalemme mi avrebbe portato al Central Bus Station.
Ad un certo punto, mentre ero super immersa nello stradario di Tel Aviv, sentii una pacca sulla spalla ed un gentile signore : ” scusami ma volevo dirti che stiamo a Gerusalemme, non a Tel Aviv!”

(commenti dalle amiche) Ero nel quartiere ortodosso di Mea She’arim quando per strada ho avuto un forte capogiro. Forse avevo bevuto poco, il caldo, fatto sta che stavo per svenire e mi sono appoggiata pallidissima a un gradino. Tempo 20 secondi e tutte le persone del quartiere che prima sembravano ignorarmi si sono prodigate come potevano per aiutarmi. Chi mi portava l’acqua, chi dei dolcetti. In un batter d’occhio sono arrivati i volontari del soccorso del quartiere. Bravissimi! Pressione, glicemia tutto con grandissimo garbo e professionalità’. Mi hanno coccolata e curata come non ho mai visto in tanti altri posti al mondo. Che meravigliosa città e’ questa!

Ero a Givataim e dovevo prendere l’autobus per Tel Aviv. Ho chiesto informazioni a un signore che stava seduto alla fermata il quale mi ha subito informata sul mezzo da prendere. È intervenuto un altro tizio che mi ha dato informazioni diverse. Si sono messi quasi a litigare tra loro. Nel frattempo una vecchietta assisteva alla scena e non le è parso vero di intervenire. Non ci ho capito più niente e …purtroppo ho preso l’autobus che andava nella direzione opposta.

Una volta al Supermercato abituale la cassiera abituale mi dice: “quanto sei magra (cosa dettami in precedenza) ma quando ingrassi”? Stavolta le ho risposto:
“Quando tu dimagrisci”!

A Mahane Yehuda, la prima volta che ci andavo di sera, intorno alle 6.35, vado nel solito posto in cui compravo il pane e il venditore mi fa: “se è in giro, perché non ripassa dopo le sette, a quell’ora facciamo lo sconto del [non ricordo più quanto]?”. E così feci, naturalmente.
Sempre a Gerusalemme, la mia prima spesa al supermarket è stata disastrosa perché ho confuso una serie di prodotti, in particolare non riuscivo proprio ad azzeccare la confezione del latte tra tutte quelle quasi uguali con la pelle di mucca disegnata. Ci sono tornata armata di coraggio e ho cercato di far capire le mie esigenze alla cassiera, con la quale c’era una totale incomunicabilità linguistica. Dopo te o quattro viaggi al reparto latticini, da cui tornavo con la confezione sbagliata, sono stata presa in carico da alcuni clienti che mi hanno accompagnato e mostrato quel che cercavo.

una volta in fila in banca portavo un golf fatto a mano. Sentivo un fastidio dietro la schiena e non sapevo cosa fosse…finche’ mi sono accorta che la signora dietro contava tutti i punti e scriveva come doveva rifarlo. Mi ha molto divertito questo modo di fare.
Oppure quando sotto casa ho preso un rametto di rosmarino e una signora mi ha cazziato dandomi della ladra.

Io invece ho il trauma degli autisti di taxi, che devono sempre sapere cosa uno ci va a fare in un certo posto e dare la loro opinione su quello che avrebbero fatto al mio posto.

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