Fondamenti della Democrazia in Israele

DALLA PROCLAMAZIONE DELLO STATO D’ISRAELE ALLE LEGGI FONDAMENTALI

Il 14 maggio 1948, nel giorno in cui scadeva il Mandato Britannico sulla Palestina, il Consiglio Popolare ebraico si riunì al Museo di Tel Aviv e approvò la seguente proclamazione, sancendo la creazione dello Stato di Israele. Il nuovo stato fu riconosciuto quella notte dagli Stati Uniti e tre giorni dopo dall’URSS.

Testo:

ERETZ-ISRAEL [(Ebraico) – la terra di Israele] è stata la culla del popolo ebraico. Qui è stata modellata la sua identità spirituale, religiosa e politica. Qui per prima cosa raggiunse la sovranità, creò valori culturali di importanza nazionale e universale e diede al mondo l’eterno Libro dei Libri.

Dopo essere stato cacciato con la forza dalla sua terra, il popolo si è mantenuto ad essa fedele durante la sua diaspora e non ha mai smesso di pregare e sperare nel suo  ritorno per il ritrovare in essa la sua libertà politica.

Spinti da questo attaccamento storico e tradizionale, gli Ebrei hanno cercato in ogni generazione successiva di ristabilirsi nella loro antica patria. Negli ultimi decenni vi sono tornati in massa. Pionieri, ma’pilim [(ebraico) – immigrati che venivano in Eretz-Israel a dispetto della legislazione restrittiva] e difensori, fecero sbocciare deserti, resuscitarono la lingua ebraica, costruirono villaggi e città e crearono una fiorente comunità che controllasse la propria economia e cultura, amando la pace ma sapendo come difendersi, portando le benedizioni del progresso a tutti gli abitanti del paese e aspirando alla nazione indipendente.

Nell’anno 5657 (1897), su convocazione del padre spirituale dello Stato ebraico, Theodore Herzl, il Primo Congresso sionista convocò e proclamò il diritto del popolo ebraico alla rinascita nazionale nel proprio paese.

Questo diritto è stato riconosciuto nella Dichiarazione Balfour del 2 novembre 1917 e riaffermato nel Mandato della Società delle Nazioni, che, in particolare, ha dato la sanzione internazionale allo storico legame tra il popolo ebraico ed Eretz-Israel e al diritto del popolo ebraico di ricostruire la sua casa nazionale.

La catastrofe che di recente ha colpito il popolo ebraico – il massacro di milioni di ebrei in Europa – è stata un’altra chiara dimostrazione dell’urgenza di risolvere il problema dei senzatetto ristabilendo in Eretz-Israel lo stato ebraico, che dovrà  spalancare le porte della patria a ogni ebreo e conferire al popolo ebraico lo status di membro a pieni diritti della comunità delle nazioni.

I sopravvissuti all’olocausto nazista in Europa, così come gli ebrei di altre parti del mondo, hanno continuato a immigrare in Eretz-Israel, mai spaventati dalle difficoltà, dalle restrizioni e dai pericoli, e non hanno cessato mai di rivendicare il loro diritto ad una vita di dignità, libertà e lavoro onesto nella loro patria nazionale.

Durante la seconda guerra mondiale, la comunità ebraica di questo paese contribuì pienamente alla lotta delle nazioni amanti della libertà e della pace contro le forze della malvagità nazista e, con il sangue dei suoi soldati e il suo sforzo bellico, ottenne il diritto da annoverarsi tra i popoli che hanno fondato le Nazioni Unite.

Il 29 novembre 1947, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò una risoluzione che chiedeva l’istituzione di uno Stato ebraico in Eretz-Israel; l’Assemblea Generale richiese agli abitanti di Eretz-Israel di prendere le misure necessarie per l’attuazione di tale risoluzione. Questo riconoscimento da parte delle Nazioni Unite del diritto del popolo ebraico di stabilire il proprio stato è irrevocabile.

Questo diritto è il diritto naturale del popolo ebraico di essere padrone del proprio destino, come tutte le altre nazioni, nel proprio Stato sovrano.

DI CONSEGUENZA, I MEMBRI DEL CONSIGLIO DELLE PERSONE, I RAPPRESENTANTI DELLA COMUNITÀ EBRAICA DI ERETZ-ISRAEL E DEL MOVIMENTO SIONISTA, SONO QUI RIUNITI IN ASSEMBLEA NEL GIORNO DELLA CESSAZIONE DEL MANDATO BRITANNICO SU ERETZ-ISRAEL E, IN FORZA DEL NOSTRO NATURALE E STORICO DIRITTO E IN FORZA DELLA RISOLUZIONE DELL’ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE, DICHIARANO L’ISTITUZIONE DI UNO STATO EBRAICO IN ERETZ-ISRAEL, CONOSCIUTO COME STATO D’ISRAELE.

DICHIARIAMO che, con effetto dal momento della cessazione del mandato stasera, la vigilia di sabato, il sei Iyar, 5708 (15 maggio 1948), fino all’istituzione delle autorità regolari elette dello Stato in conformità con la Costituzione che sarà adottata dall’Assemblea Costituente Eletta entro il 1 ottobre 1948, il Consiglio del Popolo fungerà da Consiglio di Stato provvisorio e il suo organo esecutivo, l’Amministrazione Popolare, sarà il governo provvisorio dello Stato ebraico che sarà chiamato “Israele”.

Lo Stato d’Israele sarà aperto all’immigrazione ebraica e alla riunione degli esuli; favorirà lo sviluppo del paese a beneficio di tutti i suoi abitanti; sarà basato sulla libertà, la giustizia e la pace come previsto dai profeti di Israele; assicurerà la completa uguaglianza dei diritti sociali e politici a tutti i suoi abitanti indipendentemente dalla religione, dalla razza o dal sesso; garantirà la libertà di religione, coscienza, lingua, educazione e cultura; salvaguarderà i Luoghi Santi di tutte le religioni; e sarà fedele ai principi della Carta delle Nazioni Unite.

LO STATO D’ISRAELE è pronto a cooperare con le agenzie e i rappresentanti delle Nazioni Unite nell’attuazione della risoluzione dell’Assemblea Generale del 29 novembre 1947 e adottare misure per realizzare l’unione economica di tutto Eretz-Israel.

APPELLO all’ONU, alle Nazioni Unite, per aiutare il popolo ebraico nella costruzione del suo Stato e per accogliere lo Stato di Israele nella comunità delle Nazioni.

APPELLO – nel bel mezzo dell’attacco lanciato contro di noi ora per mesi – agli abitanti arabi dello Stato di Israele di preservare la pace e partecipare all’edificazione dello Stato sulla base della piena e uguale cittadinanza e della dovuta rappresentanza in tutte le sue Istituzioni provvisorie e permanenti.

TENDIAMO LA NOSTRA MANO a tutti gli stati confinanti e ai loro popoli in un’offerta di pace e buon vicinato, per invitarli a stabilire legami di cooperazione e aiuto reciproco con il popolo ebraico sovrano stabilito nella propria terra. Lo Stato di Israele è pronto a fare la sua parte in uno sforzo comune per il progresso dell’intero Medio Oriente.

APPELLO al popolo ebraico in tutta la Diaspora per stringersi attorno agli Ebrei di Eretz-Israel nei suoi compiti d’immigrazione ed edificazione e per rimanere accanto a loro nella grande lotta per la realizzazione del sogno millenario – la redenzione di Israele.

SOSTENENDO LA NOSTRA FIDUCIA NELLA “ROCCIA DI ISRAELE”, APPONIAMO LE NOSTRE FIRME A QUESTA PROCLAMAZIONE IN QUESTA SESSIONE DEL CONSIGLIO PROVVISORIO DI STATO, SUL SUOLO DELLA PATRIA, NELLA CITTA’ DI TEL AVIV, IN QUESTO SABATO, 5 ° GIORNO DI IYAR, 5708 (14 MAGGIO 1948).

David Ben-Gurion

Daniel Auster   Mordekhai Bentov   Yitzchak Ben Zvi   Eliyahu Berligne  Fritz Bernstein

Rabbi Wolf Gold   Meir Grabovsky   Yitzchak Gruenbaum  Dr. Abraham Granovsky

Eliyahu Dobkin  Meir Wilner-Kovner   Zerach Wahrhaftig   Herzl Vardi   Rachel Cohen

Rabbi Kalman Kahana   Saadia Kobashi   Rabbi Yitzchak Meir Levin   Meir David Loewenstein

Zvi Luria   Golda Myerson   Nachum Nir   Zvi Segal  Rabbi Yehuda Leib Hacohen Fishman

David Zvi Pinkas  Aharon Zisling   Moshe Kolodny   Eliezer Kaplan   Abraham Katznelson

Felix Rosenblueth   David Remez   Berl Repetur   Mordekhai Shattner   Ben Sion Sternberg

Bekhor Shitreet   Moshe Shapira   Moshe Shertok

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, No 1 del 5, Iyar, 5708 (14 maggio 1948).

(Trad. Alberto Corcos per Irgun Olei Italia, Herzeliya 2018)

 

 

LE LEGGI FONDAMENTALI (Hukei Ysod) DELLO STATO D’ISRAELE

 Introduzione

Poiché la Costituente e la Prima Knesset non erano in grado di mettere insieme una costituzione, la Knesset ha iniziato a legiferare le Leggi Fondamentali su vari argomenti. Dopo che tutte le Leggi Fondamentali saranno emanate, costituiranno insieme, con un’introduzione appropriata e diverse decisioni generali, la Costituzione dello Stato di Israele.

In seguito all’adozione della proposta Harari nel 1950, sono iniziati i lavori della legislazione delle Leggi Fondamentali, la prima delle quali – La legge fondamentale: la Knesset, che è stata avviata dalla commissione Costituzione, legge e giustizia – è stata adottata dalla Terza Knesset.

Riguardo alla questione della superiorità delle leggi fondamentali rispetto ad altre leggi, ci sono divergenze di opinioni. Alcuni sostengono che le leggi fondamentali non sono superiori a una legge ordinaria, a meno che non includano una specifica clausola contraria. Questi basano la loro posizione sull’argomento secondo cui una legge di base viene approvata a maggioranza ordinaria (vale a dire una maggioranza di coloro che votano), tale maggioranza non può concedere uno status superiore a un atto legislativo. Altri sostengono che la superiorità delle leggi fondamentali deriva dal fatto che sono il prodotto della Knesset che agisce come l’Assemblea Costituente e che dalla loro semplice definizione di “leggi fondamentali” si può concludere che sono costituzionalmente superiori.

Cosa succede quando c’è una contraddizione tra una legge fondamentale e una legge ordinaria approvata dopo che è stata approvata la legge fondamentale? La risposta a questa domanda non è stata ancora data in nessuna legge, ma la Corte Suprema di Giustizia (HCJ) si è riferita ad essa in diverse sentenze: il 24 settembre 1997, l’HCJ con una composizione di 11 giudici, cancellò in una precedente sentenza diverse istruzioni nella legge che regola l’occupazione della consulenza degli investimenti. Secondo l’Alta Corte, tali istruzioni contraddicevano la Legge fondamentale: la libertà di occupazione “in una misura che supera quella richiesta per realizzare l’obiettivo della legge”. Il 14 ottobre 1999, l’HCJ ha stabilito, ancora una volta con una composizione di 11 giudici, che un articolo di una legge che contraddiceva la Legge fondamentale: dignità umana e libertà, era nullo. L’articolo in questione era l’articolo 237a (a) della legge sul Diritto Militare, che consentiva a un poliziotto militare di trattenere un soldato per quattro giorni senza prima portarlo davanti a un giudice.

Fonte: http://knesset.gov.il/description/eng/eng_mimshal_yesod.htm

Elenco delle leggi fondamentali di Israele

 

Anno di approvazione Legge Fondamentale Descrizione
1958; aggiornato nel 1987 La Knesset Dichiara le funzioni legislative del Parlamento dello Stato.
1960 Terreni d’Israele Assicura che le terre statali restino di proprietà nazionale
1964 Il Presidente dello Stato Definisce status, elezione, qualifiche, poteri e procedure di lavoro del Presidente dello Stato.
1968 Il Governo (Sostituito dalla legge del 1992 e poi restaurato, con modifiche, dalla legge del 2001)
1975 L’economia di Stato Regola i pagamenti da e verso lo Stato. Autorità per battere moneta.
1976 L’Esercito Base costituzionale e legale per le operazioni delle Forze di Difesa Israeliane. Sottomette le forze militari al governo, si occupa dell’arruolamento e afferma che nessuna forza armata extra-legale al di fuori delle Forze di Difesa Israeliane può essere istituita o mantenuta.
1980 Legge di Gerusalemme Stabilisce lo status di Gerusalemme come capitale di Israele; protegge l’integrità e l’unità di Gerusalemme; si occupa di luoghi santi; assicura i diritti dei membri di tutte le religioni; concede una preferenza speciale per quanto riguarda lo sviluppo.
1984 La magistratura Tratta di autorità, istituzioni, principio di indipendenza, apertura, nomina, qualifiche e poteri della magistratura.
1988 Il Controllore dello Stato Si occupa dei poteri, dei compiti e dei doveri del supervisore di enti governativi, ministeri, istituzioni, autorità, agenzie, persone e organismi che operano per conto dello Stato.
1992 Dignità umana e libertà Dichiara che i diritti umani fondamentali in Israele sono basati sul riconoscimento del valore dell’uomo, sulla santità della sua vita e sul fatto che è libero. Definisce la libertà umana come il diritto di lasciare ed entrare nel paese, la privacy (inclusi discorsi, scritti e note), l’intimità e la protezione da ricerche illegali sulla propria persona o proprietà. Questa legge include istruzioni in merito alla propria permanenza e protezione dai cambiamenti mediante regolamenti di emergenza.
1992 Il governo Previsto per l’elezione diretta del Primo Ministro ai tempi delle elezioni della Knesset. Trattati di principi di servizio del Primo Ministro, formazione e funzione del governo, qualifiche per i ministri (sostituite dalla legge del 2001).
1992 Libertà di occupazione La legge ha sancito il diritto di “ogni cittadino o abitante a impegnarsi in qualsiasi professione, professione o commercio” a meno che “una legge che corrisponde ai valori dello Stato di Israele, e che è stata progettata per un fine degno, “determina diversamente (sostituito dalla legge del 1994).
1994 Libertà di occupazione Garantisce a ogni cittadino o residente di Israele “il diritto di esercitare qualsiasi professione, professione o mestiere”. Qualsiasi violazione di questo diritto sarà “da una legge che si addice ai valori dello Stato di Israele, attuata per uno scopo appropriato, e in misura non superiore a quanto richiesto”.
2001 Il governo Rovescia la legge del 1992 e ripristina il sistema del 1968 con alcuni emendamenti.
2014 Referendum Stabilisce che se il governo israeliano adotta una decisione o firma un accordo in base al quale le leggi, la giurisdizione e l’autorità amministrativa dello Stato di Israele non si applicheranno più a una determinata area geografica, tale accordo o decisione dovrà essere adottato tramite un trattato approvato da 80 membri del consiglio di amministrazione, o da un voto a maggioranza assoluta in un referendum. Ciò significa che il territorio sovrano israeliano (Gerusalemme Est, alture del Golan e qualsiasi terra all’interno delle linee dell’armistizio del 1949), ai sensi della legge israeliana, può essere ceduto solo attraverso un trattato approvato da oltre 80 parlamentari, nel qual caso un referendum non è necessario, o prima che un trattato sia valido, deve essere approvato a maggioranza assoluta in un referendum.

Presentiamo qui (gradualmente) alcune delle Leggi Fondamentali, tradotte in Italiano e saltando i tecnicismi, per facilitare al lettore una prima, immediata conoscenza dell’argomento che un (nuovo) cittadino israeliano dovrebbe conoscere per seguire le vicende del proprio (nuovo) Paese. Per una completa informazione in Inglese cliccare qui http://knesset.gov.il/description/eng/eng_mimshal_yesod.htm

Legge fondamentale: Dignità umana e Libertà (1992, agg. 1994)

Legge fondamentale: la Knesset (1958, agg. 2003)

Legge fondamentale: il Presidente dello Stato (1964)

Legge fondamentale: Dignità umana e Libertà (1992, agg. 1994)

Principi di base (inclusi gli emendamenti del 10 marzo 1994)
I diritti umani fondamentali in Israele sono fondati sul riconoscimento del valore dell’essere umano, sulla santità della vita umana e sul principio che tutte le persone sono libere; questi diritti devono essere sostenuti nello spirito dei principi enunciati nella Dichiarazione dello Stato di Israele.
1. (a) Scopo di questa Legge Fondamentale è di proteggere la dignità umana e la libertà, al fine di stabilire in una Legge Fondamentale i valori dello Stato di Israele come stato ebraico e democratico.

2.  Conservazione della vita, del corpo e della dignità. Non vi sarà alcuna violazione della vita, del corpo o della dignità di alcuna persona in quanto tale.

3.  Protezione della proprietà. Non ci sarà alcuna violazione della proprietà di una persona.

4.  Protezione della vita, del corpo e della dignità. Tutte le persone hanno diritto alla protezione della loro vita, corpo e dignità.

5.  Libertà personale. Non vi è alcuna privazione o restrizione della libertà di una persona con la reclusione, l’arresto, l’estradizione o altro.

6.  Uscire da ed entrare in Israele. (a) Tutte le persone sono libere di lasciare Israele. (b) Ogni cittadino israeliano ha il diritto di entrare in Israele dall’estero.

7.  Privacy. (a) Tutte le persone hanno il diritto alla privacy e all’intimità.
(b) Non ci sarà alcuna intrusione nei locali privati ​​di una persona non consenziente a questo.
(c) Nessuna perquisizione deve essere condotta nei locali privati ​​di una persona, né sul corpo o negli effetti personali.
(d) Non ci sarà alcuna violazione della riservatezza della conversazione, o degli scritti o delle note di una persona.

8.  Violazione dei diritti. Non vi sarà alcuna violazione dei diritti sanciti dalla presente Legge Fondamentale se non da una legge che si addice ai valori dello Stato di Israele, attuata per uno scopo appropriato e in misura non superiore a quanto richiesto o con regolamento emanato in virtù di espressa autorizzazione in tale legge.

9.  Riserva per le forze di sicurezza. Ai sensi di questa Legge Fondamentale non vi è alcuna restrizione dei diritti detenuti da persone che prestano servizio nelle Forze di Difesa Israeliane, nella Polizia di Israele, nel Servizio penitenziario e altre organizzazioni di sicurezza dello Stato, né tali diritti sono soggetti a condizioni, eccetto in virtù di una legge, o di una norma emanata in virtù di una legge, e in misura non superiore a quanto richiesto dalla natura e dal carattere del servizio.

10. Validità delle leggi. La presente Legge Fondamentale non pregiudica la validità di alcuna legge (din) in vigore prima dell’inizio della Legge Fondamentale.

11. Applicazione. Tutte le autorità governative sono tenute a rispettare i diritti previsti dalla presente Legge Fondamentale.

12. Stabilità. Questa Legge Fondamentale non può essere modificata, sospesa o resa soggetta a condizioni da regolamenti di emergenza; tuttavia, quando esiste uno stato di emergenza, in virtù di una dichiarazione ai sensi della sezione 9 del decreto legge e amministrazione, 5708-1948, i regolamenti di emergenza possono essere emanati in virtù di detta sezione per negare o limitare i diritti ai sensi della presente Legge Fondamentale, a condizione che il diniego o la limitazione devono essere per uno scopo appropriato e per un periodo e un’estensione non superiore a quanto richiesto.

YITZHAK SHAMIR      HAIM HERZOG             DOV SHILANSKY
Primo Ministro        Presidente dello Stato     Speaker della Knesset

* Approvato dalla Knesset il dodici Adar Bet, 5752 (17 marzo 1992) e pubblicato su Sefer Ha-Chukkim n. 1391 della 20th Adar Bet, 5752 (25 marzo 1992); la legge e una Nota esplicativa furono pubblicati su Hatza’ot Chok, n. 2086 del 5752, p. 60.

Legge fondamentale: dignità umana e libertà – Emendamento *
della Legge Fondamentale: dignità umana e libertà (5752 – 1992): Modifica di Sezione 1 (1)

La Sezione 1 deve essere designata 1 (a) e deve essere preceduto dalla seguente sezione:

Principi di base
1. I diritti umani fondamentali in Israele sono fondati sul riconoscimento del valore dell’essere umano, sulla santità della vita umana e sul principio che tutte le persone sono libere; questi diritti devono essere sostenuti nello spirito dei principi enunciati nella Dichiarazione dello Stato di Israele.
(2) Alla fine della sezione 8, è aggiunto quanto segue:
“o con regolamento emanato in virtù di espressa autorizzazione in tale legge”.

YITZHAK RABIN       EZER WEIZMAN         SHEVAH WEISS
Primo Ministro        Presidente dello Stato     Speaker della Knesset
* Approvato dalla Knesset il 21 Adar, 5754 (9 marzo 1994) e pubblicato su Sefer Ha-Chukkim n. 1454 del 27 Adar 5754 (10 marzo 1994), p. 90; il Bill e una Nota esplicativa furono pubblicati in Hatza’ot Chok n. 2250 del 5754, p. 289.

[….]

Legge fondamentale: la Knesset (1958, agg. 2003)

Nota: la traduzione ufficiale (fino all’emendamento 10 incluso) di questa Legge Fondamentale risaliva al 1987, da quando sono stati approvati altri 25 emendamenti. Questa nuova – non ufficiale – traduzione della legge incorpora tutti gli emendamenti a gennaio 2003.

(n.d.r. – Riportiamo qui solo i primi articoli di natura istituzionale)

1. Che cos’è la Knesset. La Knesset è il Parlamento dello Stato.

2. Sede. La Knesset ha sede a Gerusalemme.

2. Composizione. La Knesset, al momento della sua elezione, è composta da centoventi membri.

3. Sistema elettorale. La Knesset sarà eletta da elezioni generali, nazionali, dirette, eguali, segrete e proporzionali, in conformità con la legge sulle elezioni della Knesset; questa sezione non sarà modificata se non dalla maggioranza dei membri della Knesset.

4. Diritto di voto. Ogni cittadino israeliano di età pari o superiore a diciotto anni ha il diritto di voto alle elezioni della Knesset a meno che un tribunale non lo abbia privato di tale diritto in virtù di una qualsiasi legge; la legge sulle elezioni stabilisce il momento in cui una persona deve essere considerata come diciottenne al fine dell’esercizio del diritto di voto alle elezioni della Knesset.
L’elenco dei candidati alla Knesset deve essere presentato solo da un partito; i mezzi di associazione e di registrazione dei partiti e le condizioni per la presentazione di una lista di candidati sono determinati dalla legge.

5. Il diritto di essere eletti (Modifiche Nn. 8, 10, 22, 26).

a. Ogni cittadino israeliano che il giorno della presentazione di una lista di candidati contenente il proprio nome ha ventuno anni o più deve avere il diritto di essere eletto al Knesset, a meno che un tribunale non lo abbia privato di tale diritto in virtù della legge o sia stato condannato, con un verdetto finale, alla detenzione vera e propria per un periodo di oltre tre mesi; e nel giorno di presentazione della lista dei candidati non siano trascorsi sette anni dal giorno in cui ha concluso la sua pena detentiva, a meno che il presidente della Commissione elettorale centrale abbia stabilito che il reato di cui è stato condannato, in base alle circostanze, non costituisca condotta immorale.

b. [Annullato]

c. Un candidato alla Knesset che è stato condannato come indicato nella Sezione (a) e la cui sentenza è stata finalizzata dopo la presentazione della lista dei candidati e prima che abbia iniziato a servire come membro della Knesset, deve essere trattato come uno che si è ritirato dalla lista di candidati che includeva il suo nome, o dalla sua appartenenza alla Knesset, a prescindere dal caso, a meno che il presidente della Commissione elettorale centrale non abbia stabilito che il reato di cui è stato condannato, in base alle circostanze, non costituisca condotta immorale.

d. La decisione del presidente del Comitato elettorale centrale, in conformità con le sezioni (a) e (c) non sarà richiesta se il tribunale ha stabilito per legge che il reato, secondo le circostanze, costituisca condotta immorale.

e. Ai fini della presente sezione, “reclusione effettiva” è la somma di tutti i termini di detenzione effettiva che la persona condannata deve servire in un unico periodo continuo, anche se sono state imposte altre pene, comprese le condanne sospese che sono state attivate; “reato” è ciascun reato per il quale è stato imposto un periodo di effettiva detenzione.

7. Restrizione della candidatura per il Membro della Knesset che lascia il suo partito
(Modifiche Nn. 12 e 21) 6A.

(a) Un membro della Knesset che abbandona il suo partito e non si dimette dall’incarico al momento del suo abbandono, all’elezione della prossima Knesset non sarà incluso nell’elenco dei candidati presentato da una parte rappresentata da un partito della Knesset uscente; il presente regolamento non si applica a una scissione del partito in circostanze determinate dalla legge elettorale della Knesset.
(b) Ai fini di questa sezione: “dimissioni da un partito” – compreso un voto nel plenum della Knesset non conforme alla posizione del partito in merito all’espressione di sfiducia o alla sfiducia nel governo; il voto non può essere considerato come una rinuncia se il membro della Knesset non ha ricevuto un compenso in cambio del suo voto;
“compenso” – direttamente o indirettamente, con una promessa o un impegno futuro, inclusa l’assicurazione di un posto nell’elenco dei candidati della Knesset, o la nomina del membro della Knesset stesso o di qualcun altro a qualsiasi posizione.
Chi non deve essere un candidato
(Modifiche N. 2, 21 e 33). I seguenti candidati non sono candidati alla Knesset:
(1) il presidente dello stato;
(2) i due rabbini principali;
(3) un giudice;
(4) un giudice di tribunale religioso;
(5) il controllore dello Stato;
(6) il capo dello stato maggiore delle forze di difesa israeliane;
(7) rabbini e ministri di altre religioni mentre sono in carica;
(8) alti funzionari civili e alti funzionari delle IDF di tali gradi e posizioni che saranno determinati dalla legge;
(9) poliziotti e guardie carcerarie dei  gradi e posizioni come stabiliti dalla legge.
(10) i dipendenti delle società costituite per legge di tali gradi e posizioni che saranno determinati dalla legge, a meno che non abbiano cessato di prestare servizio in quella posizione o mansione come indicato, prima della scadenza per la presentazione elenchi di candidati per la Knesset, a meno che una data anteriore non sia stata stabilita dalla legge.

7A. Prevenzione della partecipazione alla lista dei candidati (emendamenti nn. 9 e 35). Una lista di candidati non deve partecipare alle elezioni della Knesset, e una persona non può essere candidata per l’elezione alla Knesset, se gli obiettivi o le azioni della lista o le azioni della persona, espressamente o implicitamente, includono uno di quelli seguenti:

(1) negazione dell’esistenza dello Stato di Israele come stato ebraico e democratico;

(2) incitamento al razzismo;

(3) sostegno alla lotta armata da parte di uno stato ostile o un’organizzazione terroristica contro lo Stato di Israele.

8. La carica alla Knesset. Il mandato della Knesset è di quattro anni a partire dal giorno in cui è stato eletto.

9. Data delle elezioni (Emendamento n. 1). Le elezioni della Knesset si terranno il terzo martedì del il mese di Cheshvan nell’anno in cui termina il mandato della Knesset uscente, ma se l’anno che ha preceduto quell’anno era un anno bisestile, le elezioni si terranno il primo martedì di quel mese.

9A. Estensione del mandato della Knesset (emendamento n. 15). (a) La Knesset non estenderà il suo mandato se non passando una legge a maggioranza di 80 membri e salvo circostanze speciali che impediscano lo svolgimento delle elezioni a loro tempo opportuno; l’estensione non deve eccedere il tempo richiesto dalle circostanze summenzionate; la data delle elezioni deve essere stabilita dalla legge. (b) Senza che ciò interferisca con la sezione 34, la Knesset ha il diritto, con decisione a maggioranza dei suoi membri, di anticipare la data delle elezioni come stabilito in conformità alla sottosezione (a) condizione che la nuova data non sia anteriore alla data stabilita per le elezioni della Knesset in conformità con la Sezione 9.

10. Il giorno delle elezioni è festivo. Il giorno delle elezioni è un giorno festivo, ma i servizi di trasporto e gli altri servizi pubblici funzioneranno normalmente.

11. Pubblicazione delle elezioni risultati (emendamento n. 20). I risultati delle elezioni saranno pubblicati nella gazzetta del governo Reshumot entro otto giorni dal giorno delle elezioni.

12. Convocazione della Knesset. La Knesset si riunirà per la sua prima riunione il lunedì della seconda settimana successiva alla settimana in cui i risultati delle elezioni saranno pubblicati, alle quattro del pomeriggio, o, se quel giorno è una festività o la vigilia di una festività, il primo giorno feriale successivo a tale festività.

[….]

Legge fondamentale: il Presidente dello Stato

  1. Status. Il Presidente sarà a capo dello Stato.
  2. Residenza. Il luogo di residenza del Presidente dello Stato sarà Gerusalemme.
  3. Elezione e durata del mandato. a) Il presidente dello Stato è eletto dalla Knesset per sette anni.
    (b) Il Presidente servirà per un solo mandato.
  4. Ammissibilità. Ogni cittadino israeliano residente in Israele è qualificato per essere candidato alla carica di Presidente dello Stato.
  5. Data di elezione. L’elezione del Presidente dello Stato si terrà non prima di novanta giorni e non oltre trenta giorni prima della scadenza del periodo di mandato del Presidente in carica. Se il posto del Presidente dello Stato cade vacante prima della scadenza del suo periodo di possesso, l’elezione si terrà entro quarantacinque giorni dal giorno in cui tale posto cessa. […]
  6. Proposta dei candidati. (a) Quando il giorno delle elezioni è stato fissato, ogni dieci o più membri della Knesset possono proporre un candidato. […]
  7. Votazione. L’elezione del Presidente dello Stato avviene a scrutinio segreto in una riunione della Knesset assegnata solo a tale scopo.
  8. Elezione a maggioranza di voti. Il candidato che ha ricevuto il voto di maggioranza dei membri della Knesset è eletto. Se nessun candidato riceve tale maggioranza, si terrà un secondo scrutinio. Se non vi è alcuna maggioranza come sopra al secondo scrutinio, la votazione deve continuare. […]
  9. Dichiarazione di fedeltà. Il Presidente eletto farà e firmerà dinanzi alla Knesset la seguente dichiarazione di fedeltà:
    “Mi impegno a portare la fedeltà allo Stato di Israele e alle sue leggi e ad esercitare fedelmente le mie funzioni di Presidente dello Stato”.
  10. Esecuzione della dichiarazione e inizio del periodo di possesso. Il Presidente eletto farà la sua dichiarazione di fedeltà e inizierà a ricoprire la carica alla scadenza del periodo di possesso del precedente Presidente dello Stato. Se il posto del precedente Presidente dello Stato cade vacante prima della scadenza del suo periodo di possesso, il Presidente eletto farà la sua dichiarazione di fedeltà il più presto possibile dopo la sua elezione e inizierà a rimanere in carica dopo aver fatto la sua dichiarazione di fedeltà.
  11. Funzioni e poteri. (a) Il Presidente dello Stato –
    (1) firmerà ogni legge, tranne una legge relativa ai suoi poteri;
    (2) prenderà provvedimenti per ottenere la formazione di un Governo e riceverà le dimissioni del Governo in conformità con la Legge;
    (3) riceverà dal Governo una relazione sulle sue riunioni;
    (4) accrediterà i rappresentanti diplomatici dello Stato, riceverà le credenziali dei rappresentanti diplomatici inviati in Israele dagli Stati esteri, darà poteri ai rappresentanti consolari dello Stato e confermerà le nomine dei rappresentanti consolari inviati in Israele da Stati esteri;
    (5) firmeranno tali convenzioni con Stati esteri come sono stati ratificati dalla Knesset;
    (6) svolgerà ogni funzione assegnatagli dalla legge in relazione alla nomina e alla rimozione dalla carica di giudici e altri titolari di cariche.
    (b) Il Presidente dello Stato avrà il potere di perdonare i trasgressori e di alleggerire le pene con la riduzione o la commutazione delle stesse.
    (c) Il Presidente dello Stato svolgerà ogni altra funzione e disporrà di ogni altro potere a lui assegnato dalla Legge.

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